mercoledì 1 febbraio 2012

Ecco perché

Da un po' di tempo a questa parte ho iniziato ad interessarmi all'universo dei blog che ormai spopolano su Internet e, siccome la scrittura è sempre stata una delle mie passioni mi sono detta: perché non provarci anche io? In fondo di cose da dire ne ho...ad esempio, la sera: prima di coricarmi, subito dopo aver letto qualche pagina di un libro trovato sugli scaffali di un supermercato, mi vengono in mente fiumi di pensieri. Dipende dalla giornata: a volte sono parole tutt'altro che gentili che mi immagino di spiattellare in faccia a chi mi ha fatto veramente perdere le staffe ma che rientra nella schiera dei "socialmente intoccabili"; altre volte faccio progetti per il mio futuro che mai avrò il coraggio di realizzare, ma nei quali mi piace perdermi, fantasticando; altre volte ancora programmo viaggi imminenti, cercando di immaginare i luoghi, le persone, le abitudini...e poi, ogni tanto, rifletto su me stessa...E così, l'altro ieri sera, prima del penultimo esame della mia carriera universitaria, mentre cercavo di combattere l'insonnia, dovuta non so se all'agitazione o al fatto che ero nel letto della coinquilina di mia cugina causa maltempo e rischio di non riuscire arrivare a questo appuntamento del tipo "darei-anche-la-vita-pur-di-togliermelo-dalle-scatole", mi è venuto in mente che c'è una cosa fondamentale in cui credo: ODIO STARE IN CITTA'!
Non è che io odi la città, assolutamente! Anzi mi incuriosisce, con le mille luci, le viuzze nascoste da scoprire, i locali alla moda, le idee che circolano...sono profondamente convinta che tutto ciò non possa che arricchire la mente e migliorare le persone. Ma io sono UNA PROVINCIALE, sono nata in provincia, in provincia ci vivo, in un paesino di 3000 anime in mezzo a fantastiche e preziosissime colline, ricoperte di viti che d'autunno diventano di tutti i colori e d'inverno si trasformano in soffici bastoncini piantati nel terreno apparentemente così soffice. Non lo so perché ma quando sono lontana da questi posti, sento un groppo alla gola fortissimo. Non riesco ad allontanarmi di qui, come se fossi legata da mille fili invisibili. Tanti non capiscono questo sentimento, tanti mi dicono che sono stupida perché rinchiusa tra queste quattro mura sto perdendo un sacco di opportunità. Ed invece io credo che se partissi le perderei...
Che male c'è nel 2012 a sentirsi legati ai propri affetti? A credere nelle amicizie iniziate alle scuole elementari? Alle storie d'amore che durano una vita? Che male c'è a non dare confidenza al primo pollo che passa? Al cercare di capire com'è fatto chi ti sta di fronte prima di uscirci una sera insieme? E' questo il provincialismo?

4 commenti:

  1. Dobbiamo fermare l'esodo verso le città...perchè anche da queste parti la vita è interessante!!!!

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  2. io non mi muovo per ora, se devo emigro, vado in una casa in casa immersa nella natura dove mi coltivo il cibo, allevo le galline e mi faccio tutto home-made

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